I caprioli senesi

Pubblicato il 18 gennaio 2010 in Abbattimenti, Cacciare a Palla, News Enrico Già letto 1.268 volte

cacciare a pallaDalla sezione “I lettori ci scrivono” di Febbraio di Cacciare a Palla

È da qualche anno ormai che in Toscana, e in particolare in provincia di Siena, a causa dei vigneti di Chianti e Brunello ovviamente, i caprioli sembra siano diventati una calamità. Questo piccolo cervide è in crescita e, come tutti gli animali, ha la maledetta abitudine di mangiare; noi cacciatori, che ci occupiamo anche di gestione faunistica, avvertiamo che qualche problema indubbiamente c’è e ci siamo attivati per cercare di risolverlo. Nei numerosi incontri con l’Amministrazione Provinciale e con i rappresentanti delle associazioni venatorie, abbiamo a più riprese illustrato in quale modo la caccia di selezione potrebbe intervenire in maniera più efficace sulle popolazioni di ungulati. Caccia di selezione da “ritoccare”, ma non certo da “riformare”, perché i risultati di tale pratica venatoria nel Senese, come numeri di abbattimenti e come qualità di animali, sono al giudizio di tutti. In quanto cacciatori attivi sul territorio, abbiamo chiesto a più riprese alla nostra Provincia l’allungamento dei tempi di caccia, di gestire le zone di protezione, e abbiamo chiesto, ove gestire non fosse possibile, di agire con piani di abbattimento basati su stime precise e, soprattutto, nei tempi e nei luoghi giusti. Abbiamo chiesto di valorizzare questi animali trasformandoli in una risorsa per tutti e vi assicuro che i modi ci sono. Le nostre battaglie, però, non hanno mai portato a niente. Tale situazione, negli anni, ha portato anche a numerose defezioni e dimissioni da organismi che si occupano di gestione faunistica, come il CPCSO provinciale (Coordinamento Provinciale delle Commissioni di Supporto Organizzativo).
Così si è continuato a “non gestire” e a lasciare che il capriolo fosse visto da una parte come un indemoniato cimatore di viti e dall’altra come il “bambi” intoccabile dei cartoni animati. In tutte queste vicende e nelle battaglie che ho condotto, ripeto, sono stato sempre e solo affiancato dai cacciatori. Gli agricoltori della zona non ci hanno sostenuto per far sì che l’azione dei selecontrollori potesse diventare più incisiva, così come le associazioni venatorie, né  l’Amministrazione Provinciale, che non ha risposto nemmeno ai vari ricorsi al TAR fatti dagli animalisti più integralisti, i quali hanno messo in dubbio addirittura le motivazioni degli abbattimenti richiesti e approvati.
E allora siamo andati avanti, con fatica e non ottenendo pressoché nulla, fino a che non siamo arrivati a quest’ultimo atto. Come al solito sono stati chiesti degli abbattimenti in zone protette, concessi, come al solito, in zone dove non erano stati chiesti, con numeri basati su censimenti fatti in periodi non idonei. Abbattimenti concessi con numeri di svariate decine di capi da prelevare, questa volta però si parte con l’apertura di selezione classica, il primo agosto, fino, con svariati rinnovi, a dicembre. I selecontrollori si sono attivati con impegno, e questo ve lo posso giurare, facendo un ottimo lavoro, ma non riuscendo in alcuni casi a portare a compimento il piano di prelievo. Ed ecco che, allora, la volontà da parte dell’Amministrazione è finalmente stata trovata; gli ultimi due giorni di caccia consentiti le generose guardie provinciali si sono prodigate a prelevare i capi mancanti per il completamento del piano di prelievo (Atc Siena 18 – ZRV Gaiole – e Atc Siena 19), sparando di notte con il faro. E così, in una delle province in cui è nata la caccia di selezione in Italia, dove sono rispettate alla lettera le direttive dell’ISPRA, ove le correnti animaliste sono molto forti, permettiamo di contravvenire ai principi della caccia di selezione stessa, facendo operare personale non abilitato, in orari non concessi e con mezzi non autorizzati. Certo, andarli a insidiare in tal modo è più facile e i piani sono portati a termine (questo stando agli operatori, perché ancora non è stato fornito un resoconto ufficiale degli abbattimenti con indicazione del sesso e delle classi di età dei caprioli abbattuti)…
Scrivo queste righe a titolo assolutamente personale e me ne assumo la responsabilità; lo preciso poiché chi si occupa di caccia di selezione nel Senese mi riconoscerà come responsabile del CPCSO provinciale e come vicepresidente provinciale URCA. Quanto detto è solo uno sfogo personale, cui, forse, seguiranno le mie dimissioni dagli incarichi che ricopro. Così questa situazione avrà mietuto un’altra vittima, ma state tranquilli, un altro bischero si trova sempre.

Alessandro Semplici

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