Lettera aperta all’assesore alla caccia della provincia di Siena

Pubblicato il 28 giugno 2010 in Comunicati, Leggi/Regolamenti, Provincia Enrico Già letto 11.529 volte

All’assessore alla caccia
All’associazioni venatorie

Facciamo presente che dopo anni che richiediamo una revisione di fondo del disciplinare provinciale, notiamo che la cosa adesso vuole essere fatta in maniera frettolosa e, a nostro avviso, anche impropria. E’ vero che il primo organo a essere invitato alla discussione della nuova bozza, fu la CPCSO Provinciale, ma, a mio modesto avviso, ciò avvenne in modo frettoloso e poco chiaro. Non ci fu fornita prima la bozza sulla quale dovevamo discutere, credo che a spedirla per posta elettronica qualche giorno prima, come hanno fatto dopo, non fosse un impegno particolarmente oneroso; in modo di avere il tempo di leggerla e capirla.
Inoltre non ci fu specificato le consistenze da raggiungere nelle varie zone: mediamente vocate o vocate. Adesso, alla definizione definitiva, al tavolo della concertazione, l’organo che rappresento, l’organo tecnico riconosciuto dal disciplinare, l’organo di cui sono il responsabile e il portavoce, non è invitato a partecipare. Faccio rispettosamente notare, che tre delle quattro associazioni venatorie presenti, lavorano alla modifica con le riflessioni che ho fornito io. Questo per dire che loro hanno capito l’importanza, e mi sia permesso di dire, la competenza che tale organismo racchiude. Con la mia ATC, la 18, lavoro con Francesco Pianigiani in pieno concerto e rispetto. Gli unici che ancora non riconoscono l’importanza della CPCSO, sono gli operatori dell’amministrazione provinciale. Io sono vicepresidente provinciale e regionale URCA, questi organismi riflettono e rappresentano una parte del mondo venatorio legato alla caccia di selezione, quello dei loro tesserati. Questo non è per la CPCSO, che rappresenta, essendo una carica elettiva, la totalità dei selecontrollori in provincia di Siena. Quindi sarebbe giusto pretendere che, quando si parla di cervidi e bovidi, la presenza della CPCSO sia indispensabilmente richiesta da tutti. Tutto questo per dire che qualche giorno fa abbiamo convocato un’assemblea generale, alla quale ha partecipato pressoché la totalità dei distretti di tutte le tre ATC, e dal quale è emersa una richiesta chiara e solida. Nel nuovo disciplinare, oltre ad essere ancora più vincolante e restrittivo del precedente, e questo proprio in un momento in cui c’è richiesto un maggior sacrificio sul piano del prelievo, viene raffigurata una situazione grottesca: la CSO dei distretti viene eletta da organismi esterni, può essere destituita dagli stessi organismi, ma inoltre deve gestire il distretto come indicato dal disciplinare, perché di fatto non vengono più riconosciuti i regolamenti interni. Ebbene, non abbiamo difficoltà a rispondere di quello che facciamo, ma la gestione interna va lasciata al nostro giudizio INSINDACABILE. Questo è un punto su cui non intendiamo concedere niente; sugli articoli della nuova bozza da rivedere, e sono tanti, possiamo accettare mediazioni, anche perché sappiamo, avendo lavorato noi alle richieste delle associazioni venatorie, che sono sulla nostra linea. Ma sulla gestione spicciola dei Distretti non intendiamo che organismi esterni intervengano a destabilizzare quello che da venti anni, a fatica , va avanti. L’assemblea mi ha dato mandato di comunicare i nostri dubbi a mezzo stampa, cosa che farò nelle prossime ore.

Saluto tutti augurando un buonissimo lavoro, con sincerità
Il responsabile della CPCSO Provinciale
Alessandro Semplici

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