Arcicaccia Siena: allarme x i regolamenti attuativi

Pubblicato il 11 Marzo 2011 in Arcicaccia Enrico Già letto 4.145 volte

L’associazione senese ha presentato un documento all’assessore Gianni Salvadori sui punti più contestati
Arcicaccia Siena: “I Regolamenti Attuativi della nuova legge regionale rischiano di peggiorare l’attività venatoria”
Molti punti critici penalizzano un territorio virtuoso come quello della provincia di Siena

“I regolamenti attuativi alla nuova legge regionale sulla caccia in discussione presso la giunta della Toscana rischiano di peggiorare l’impianto complessivo della vecchia normativa mettendo in crisi le esperienze di buona gestione prefigurando un futuro di caos nella regolamentazione dell’attività venatoria”. E’ questo il grido d’allarme lanciato dall’Arcicaccia senese che, in questi giorni , presenterà un documento all’assessore regionale alla caccia, Gianni Salvadori, già condiviso con i tre Ambiti Territoriali di Caccia della provincia di Siena. “Quanto sta emergendo dalla discussione nella giunta regionale – si legge nel documento – non ci soddisfa e rischia di favorire una caccia consumistica , minando i principi che hanno ispirato la modifica della legge regionale, incentrati sul legame fra cacciatore e territorio e sulla salvaguardia delle produzioni agricole”.

No alla nuova proposta di mobilità venatoria Oggi, di fatto si può essere iscritti a un numero illimitato di ATC in Toscana e si garantiscono venti giornate di mobilità per gli appostamenti fissi o per la caccia al cinghiale. E’ stata introdotta, inoltre, la possibilità di acquistare un ‘pacchetto’ a prezzo politico di cinque giornate per consentire anche ai meno abbienti di cacciare in tutta la Toscana. Questo nuovo meccanismo di mobilità è il massimo che il sistema può sopportare. Dobbiamo fermarci se non vogliamo mettere in grave difficoltà l’equilibrio economico degli ATC e scardinare l’attività di programmazione venatoria e gestionale dei territori”.

I rischi di una mobilità venatoria deregolamentata “Una scelta sbagliata oggi – prosegue il documento – sul fronte della mobilità venatoria può determinare il fallimento di tutta la progettazione dei prossimi anni. Dobbiamo scegliere tra una mobilità sostenibile che consenta ai cacciatori di usufruire di tutta la nostra regione, spingendo però alla crescita di tutti i territori, oppure di rassegnarsi ad un lento declino, con poche risorse e gestioni sbrigative e di breve durata, come il lancio di selvaggina di pronta caccia e di scarsa qualità, cancellando il legame tra cacciatore e territorio, che è la forza della gestione e della partecipazione”.

Responsabilità patrimoniale degli ATC e limiti di prelievo “Altro punto ‘critico’ – afferma il documento – riguarda l’aumento della responsabilità patrimoniale diretta dei membri dei Comitati di gestione dell’ATC, che li espone a responsabilità erariali personali. Molti Ambiti, così, rischiano di chiudere per fallimento e per mancanza di volontari, che non vorranno mettere a rischio il loro patrimonio personale. Sul fronte della caccia di selezione per cervidi e bovidi, infine, ogni distretto stabilirà un numero di cacciatori pari al 50 per cento del piano di prelievo. Questo meccanismo porterà all’ ‘invasione’ dei distretti ritenuti migliori dai cacciatori e lo spopolamento dei distretti meno appetibili e più difficili (nei quali sarà poi impossibile raggiungere i piani di prelievo per mancanza di cacciatori”.

Tratto da: ilcacciatore.com

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