Capriolo: anomalie, dopo la borsite ecco la “musonite”!?

Pubblicato il 11 marzo 2011 in Articoli, Curiosità Enrico Già letto 2.269 volte

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Sono tornato da poco a casa dal lavoro, mi fermo di scatto nel cortile senza nemmeno entrare. C’è ancora una buona mezz’ora di luce, ha appena smesso di piovere e così scappo via di nuovo! Mi infilo solo gli stivali e recupero lo zaino al volo. Voglio andare a vedere se, in un campetto isolato che conosco, si fa per caso vedere il capriolo che, fino ad oggi, ho sentito solamente abbaiare.

Costeggio lentamente il bosco mentre il giorno se ne va, guardando in ogni angolo del piccolo prato, incastonato tra gli alberi come un laghetto.
Ad un tratto la femmina e il piccolo (dello scorso anno) sbucano dalle ginestre. Mi siedo sotto le fronde di una quercia fiducioso nel “mio” bel sei punte, al seguito. Niente, del maschio nemmeno l’ombra. Nel frattempo osservo i due al pascolo. Dal binocolo mi accorgo subito che la giovane femmina ha qualcosa fuori posto. Di profilo sembra che manchino il mento e tutta la parte inferiore del muso! Quando si gira verso di me, come dimensione, pare quasi che stia mangiando un’albicocca… poi l’incredibile: vedo sbucare qualcosa di rosa proprio dalla guancia in linea con l’occhio sinistro, è la lingua! La bocca dell’animale è completamente deviata e spostata di lato, il mento è notevolmente disassato rispetto al naso. Il capriolo tra l’altro, muove nervosamente il capo e le labbra, in una sorta di smorfia, spesso si gratta il fianco con la zampa posteriore opposta, probabilmente laddove non arriva a leccarsi. Provo a fare qualche scatto con la reflex, nonostante i suoi rapidi movimenti e la carenza di luce, tanto per cercare di documentare la scena.

Un trauma? Lo sfalcio dell’erba? Un incidente stradale? Una malattia? Qualcosa di ereditario? Un colpo di vento!? Chissà! Tre scatti appena e rientrano veloci nel fitto. Corro a casa, riguardando le immagini ed ingrandendole nel monitor per essere sicuro di ciò che avevo visto. Telefono subito agli amici ed esperti con cui solitamente condivido le osservazioni inusuali. Di anomalie dei palchi quante ne abbiamo viste! Migliaia? Animali vecchissimi, femmine con i canini o accenni di palco, albinismo, mutilazioni degli arti, ferite rimarginate, testicoli a “borsite”, ma questa piega della mascella chi l’aveva mai vista o sentita? Apparentemente nessuno ne sa niente, gli esperti non si sbilanciano tra la frattura mal calcificata e la malformazione dalla nascita.
Incuriosito, la sera inizio una ricerca mirata sui testi di ungulati e di trofeistica di cui sono in possesso, poi sul web. Nulla, nulla e nulla. Nemmeno il mitico libro tedesco, “Abnorme bocke”, tra fantasiose parrucche e una varietà di stanghe da capogiro, tocca minimamente l’argomento. Mi rassegno.

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*Casualità: poche sere dopo, seduto ad una cena fra cacciatori, sono di fianco a Massimo Cucca, gentiluomo ed autorevole firma di molte pubblicazioni venatorie. Gli racconto subito dell’incontro con la capriola “musona” mostrandogli, a riprova, una foto dal telefonino: subito esclama concitato che un suo amico (Giacomo Tealdi) ne ha abbattuta una molto simile dalle parti di Forlì e che, pure lui, da allora, cerca invano qualche riscontro. L’indomani, appena contattato Giacomo, infatti, non tarda a mandarmi le sue foto con l’animale in oggetto, appena abbattuto. La bocca è pressoché identica! Approfittando poi della disponibilità di Sauro Rustignoli dell’U.R.C.A di Forlì, recupero anche le immagini del cranio sbiancato, in suo possesso. Nel frattempo, grazie al consueto tam tam fra cacciatori, un’altra notizia interessante mi arriva dalla Liguria: David Zucchini, a sua volta, ha prelevato un maschio: stessa caratteristica della mandibola con curvatura verso destra molto accentuata anche del cranio. Ecco cosa mi ha scritto testualmente David: “Al centro di controllo l’età del mio capo è stata valutata di 3 anni. La mandibola mostra dei segni di usura completamente asimmetrici: da una parte è quasi intatta mentre dall’altra è quasi del tutto consumata. Ciò fa pensare che il capo in questione avrebbe vissuto non molto di più. Infatti al controllo mi è stato detto che si trattava di un vero abbattimento sanitario (comunque nel regolamento provinciale di Genova non è contemplato!). Inoltre il peso era al di sotto della media dell’età e questo era anche visivamente evidente. Infatti quando sono arrivato sul capo dopo l’abbattimento ad una prima impressione ho avuto timore di avere sbagliato classe perchè il palco è puntuto e la stazza dell’animale notevolmente ridotta. Solo l’ispezione della mandibola mi ha tranquillizzato (fortuna ha voluto che incidessi la parte consumata poiché altrimenti avrei veramente sudato freddo!)”

Faccio presente che da quanto si può vedere ad occhio le mandibole non presentano tracce di vecchie fratture. L’abbiamo così goliardicamente ribattezzata la “musonite” non avendo trovato ancora un termine scientifico! Tramite la grande diffusione di questo sito tra gli appassionati di ungulati e, perché no, delle loro particolarità, si prega chiunque abbia altre notizie, immagini o conoscenze più approfondite su questa anomalia di mettersi in contatto con StefanoFranceschetti.

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Grazie a tutti per la disponibilità e in bocca…alla “musona!

Stefano Franceschetti

Tratto da: URCA informa

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