Occhi nella notte

Pubblicato il 21 maggio 2012 in Fototrappole Enrico Già letto 1.245 volte

Da “oggettino dei desideri”, nel giro di pochi anni, le foto-trappole elettroniche ad infrarossi, in grado di registrare automaticamente immagini e filmati al passaggio degli animali, sono diventate accessori di uso comune, molto amate dai naturalisti ma anche da noi cacciatori.
Oggi infatti, diverse aziende producono e distribuiscono a buon mercato queste piccole “scatolette” digitali ed il loro impiego, dopo un primo-breve periodo di necessario “rodaggio” diviene abbastanza intuitivo e divertente per chiunque!
Abbandonati i primordiali modelli con il flash ed il rullino, adesso, l’autonomia delle schede di memoria e delle batterie è divenuta pressochè illimitata! Il led che illumina la scena non disturba più di tanto la fauna e la definizione delle immagini registrate è accettabile sia di giorno (a colori) che di notte (in bianco e nero). Addirittura i modelli più evoluti e costosi sono in grado di inviare in tempo reale le fotografie via e-mail o con mms direttamente al loro proprietario… Ecco allora che le immagini che ci arrivano dal bosco, senza che la nostra presenza disturbi con odore, capanni, altane e rumori, possono divenire davvero sorprendenti ed istruttive allo stesso tempo.
Innanzitutto come strumento alternativo di censimento di una determinata area, ma anche per conoscere con più precisione la composizione dei branchi, gli orari dei loro spostamenti, le frequenze dei passaggi e la loro direzione.
Devo ammettere che pure io, inizialmente, ero abbastanza scettico sulla reale utilità di questi apparecchi (grazie Antonio che mi hai convinto ad acquistare la prima!), ma posso dire ora, che in questi 4 anni e più di utilizzo ininterrotto (e di tanti modelli testati sul campo), ho visto scene – sebbene in differita – che non mi sarebbe stato possibile documentare in nessun altro modo.

Mi sono accorto, ad esempio, che laddove stimavo vi fosse un solo maschio di capriolo adulto (e l’unico che vedevo in orari crepuscolari con il binocolo) in verità ne circolavano tranquillamente altri tre! Non sapevo poi che l’istrice potesse pasteggiare fianco a fianco ad una volpe o dividere la tana con un tasso, e neppure immaginavo che una nutria si spingesse a cercare cibo in un castagneto ad oltre tre chilometri dal corso d’acqua più vicino!
Mi era già capitato anche di sorprendere qualche guardingo lupo, ma la scoperta più divertente l’ho fatta proprio poche settimane fa. Andando a cambiare le batterie (in inverno soffrono di più) alla mia fidata trappoletta, mi sono imbattuto in una carcassa di capriolo, probabilmente predata da poco, ma consumata solo in parte. A giudicare dalla ferita al collo, dallo svuotamento a partire dal posteriore e dalla mancanza delle interiora ho ipotizzato che fosse opera – ancora incompiuta – del lupo.

Ho così trascinato la carne davanti all’obiettivo della foto-trappola, poco distante da lì e, cercando di non maneggiarla più di tanto, l’ho fissata alla meno peggio ad un piccolo arbusto per evitare che potesse essere nuovamente spostata.
In sintesi (l’ho scoperto rivedendo le registrazioni) quel giorno me ne sono andato alle 18 e poco dopo le 20 il primo lupo, con fare sospettoso, cominciava già a ronzare attorno al capriolo! Sicuramente avvertiva ancora il mio odore e qualche cosa non lo convinceva del tutto… tra i led dell’infrarosso che lo puntavano ad intermittenze di 15 secondi e l’animale morto, spostato da dove probabilmente l’era andato a cercare in prima battuta.
Da lì è iniziata una trafila, durata ben 4 notti, nella quale il lupo (prima da solo e poi con i rinforzi) compariva regolarmente ad ispezionare la sua preda senza trovare il coraggio di avvicinarsi del tutto ed azzannarla.
Anche in branco, i più coraggiosi arrivavano a pochi centimetri dalle cosce dell’ungulato e come sentivano che, tirando con i denti, non si spostava, saltavano via come colpiti dalla corrente elettrica!
Questo per ore ed ore, finchè una notte, attratto dal profumino della carne in putrefazione si è presentato all’appuntamento un grosso e spavaldo cinghiale maschio! Arrivato sul posto non ha esitato un attimo a rigirare la spoglia come un calzino ed iniziare a divorarla, col pelo ritto sulla groppa, colpi di muso violenti ed atteggiamento da vero boss!
Di lì a poco hanno iniziato ad apparire dietro di lui, intento nel succulento pasto, gli occhi luccicanti dei soliti lupi che, poco distanti, avanzavano attenti, accucciandosi e compiendo brevi tratti, apparentemente aggressivi come non mai.
“Vuoi vedere che sono stati più furbi di me ed hanno atteso pazientemente il grosso solengo per mangiarselo tutto d’un fiato!?” Io sapevo che un lupo da solo ben poco può fare contro un cinghiale adulto…ma immaginavo anche che 5 lupi, nel cuore dell’inverno, imbrancati ed affamati, potessero accerchiarlo e farne brandelli di setola pur di mettere un po’ di ciccia sotto ai denti! Macchè! Ma in che film? Ma quali sanguinari!? Il cinghiale mangia sereno e quei cinque fifoni (altro che macchine da guerra!) lì a due metri che lo guardano impotenti, sbavando come cagnolini davanti alla ciotola!
Il momento più divertente? Quando il verro si stufa di essere osservato così da vicino e li carica tutti quanti con un’accelerazione da formula uno! 5 lupi a gambe all’aria e il ras del quartiere che torna tutto soddisfatto, aggiustandosi il ciuffo, a finire il suo spezzatino! Averlo saputo prima… gli portavo anche una birra! Dormite sonni tranquilli cinghialai e non pensiate che sia sempre colpa del lupo, l’animale più pericoloso della terra resta l’uomo!

StefanoFranceschetti.com

Stefano Franceschetti – Urca Bologna

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