La preparazione del Trofeo del Cinghiale

Pubblicato il 20 Dicembre 2012 in Articoli Enrico Già letto 657 volte

Se dobbiamo dare una rinfrescata ai muri di casa chiamiamo l’imbianchino,  se il nostro giardino ha bisogno di una potatura ci rivolgiamo ad un giardiniere e se abbiamo problemi con la macchina la portiamo dal meccanico o dall’elettrauto, ma quando con la benedizione di Diana o di S. Umberto riusciamo finalmente ad abbattere un grosso cinghiale da trofeo, tutti, nessuno escluso, veniamo presi “dal fai da te” e ci trasformiamo subito in aspiranti tassidermisti.

Ed è proprio a questo punto che a me viene da ridere, perché siamo onesti, quanti di noi sono veramente in grado di “estrarre” correttamente coti e difese dal cranio di un bel solengo? L’ultimo giorno di caccia un vecchio “canaio” della mia squadra ha abbattuto un grosso verro con delle zanne meravigliose. Mi offrii di preparargliele io, ma lui indispettito si affrettò a rispondermi: “Ma che scherzi? Così me le rovini. Io metto sottoterra la testa intera e vedrai che tra qualche mese le zanne saranno perfette e senza faticare!!!” Non ho avuto il coraggio di rispondergli, perché di “esperti” come lui purtroppo ne conosco troppi .

C’è chi per recuperare il trofeo di un cinghiale lega la testa intera sopra ad un albero e ce la lascia marcire per un anno intero. Mentre altri,  dopo essersi lasciati “quasi convincere” a procedere con la bollitura, mettono mandibole e mascelle in un pentolone e le fanno cuocere per un paio di giorni. Cosa gliene importa se poi il trofeo sotterrato o appeso ad un ramo non lo trovano più o se la decomposizione e le intemperie hanno fossilizzato il pregiato avorio, offendendo il nobile animale che lo ha generato? Il procedimento giusto per preparare un trofeo di cinghiale è farlo bollire e su questo non si discute, ma è un lavoro delicato e quindi è nostro dovere farlo con impegno e con passione, perché il pericolo che le zanne possano  danneggiarsi irrimediabilmente è sempre in agguato.

Io, per passione e/o per necessità preparo diversi trofei di cinghiale l’anno e credetemi, del mio modesto lavoro non si è mai lamentato nessuno. Per questo cercherò di descrivervi le semplici operazioni che solitamente svolgo e la pochissima attrezzatura di cui ho bisogno. Cominciamo dalla testa del cinghiale. Se in casa avete lo spazio adatto per lavorare tranquillamente, al ritorno della battuta portatela via intera, opererete meglio e recupererete così anche alcuni chili d’ottima carne! Altrimenti, quando voi e i vostri amici tratterete le spoglie dei capi abbattuti, tagliate (o fatevi tagliare) il trofeo all’altezza dell’occhio. Non vi impressionate se consiglio un taglio così abbondante, ma ci sono almeno due buoni motivi per cui lo faccio.

Primo se il capo è veramente grosso le radici delle difese potrebbero estendersi parecchio all’interno della mandibola; secondo, specialmente se usiamo un’ascia o una roncola, i colpi inferti troppo vicino alle zanne potrebbero scheggiarle. Sopra un comodo piano da lavoro scuoiate il muso senza preoccuparvi di quanta carne ci rimarrà sopra; poi con la dovuta cautela e con l’ausilio di una piccola accetta (o mannaia) e di un martello (normale o di gomma dura) cercate di ridurre al minimo le porzioni d’osso, dividendo con dei colpi precisi le due coppie di zanne (coti e difese) longitudinalmente. Queste operazioni consentono di eseguire la bollitura in una pentola di piccole dimensioni, e la minore massa ossea, prendendo calore più rapidamente, favorirà meglio la fuoriuscita dei denti dalle loro sedi.

Non dimenticate che il segreto per non rovinare il trofeo e per mantenerlo integro nel tempo è lasciarlo “cuocere” il meno possibile. Per evitare separazioni e divorzi, visto il cattivo odore che verrà generato, sarà meglio non procedere con la bollitura nella cucina di casa vostra. Meglio farlo all’aperto, in un garage o in una cantina. Procuratevi una vecchia piastra elettrica e una normale pentola di alluminio che oltre a servirvi egregiamente per preparare il trofeo del cinghiale potranno tornarvi utili anche nel trattare i trofei di altri ungulati fino alla taglia di un daino adulto.

Quanto tempo deve bollire un trofeo? Dai 30 ai 45 minuti. Il segnale per toglierlo dal fuoco ve lo darà la poca carne rimasta sulle ossa quando comincerà a staccarsi. A quel punto togliete mandibola e mascella dal fuoco e lasciatele raffreddare a temperatura ambiente, mai sotto un getto d’acqua fredda. Appena sarà possibile maneggiarle, potrete procedere all’estrazione vera e propria. Se avrete operato bene, con pochissimo sforzo oppure aiutandovi con un cacciavite medio, le coti si sfileranno semplicemente tirandole, mentre per estrarre le difese occorre più cautela. Dovrete spingere sulle punte affilate con un pezzo di legno, facendo molta attenzione a non ferirvi (alcune sono affilate come rasoi) e a non romperle. In questo modo le difese dovrebbero scivolare nell’osso  distaccandosi. A quel punto per estrarle sarà sufficiente prenderle con un paio di guanti da lavoro e tirarle indietro con forza. Può capitare che a volte non escano tanto facilmente ed allora è necessario spingerle di nuovo, il più a fondo possibile, e favorire l’estrazione tagliando con il seghetto la mandibola tra i canini e gli incisivi. Con un minimo di attenzione e con poca pratica, tutte le suddette operazioni sono più facili a farsi che a dirsi. Una volta recuperate intatte tutte e quattro le parti che compongono il trofeo, dovrete rimuovere le radici interne e provvedere alla pulizia finale.

Le zanne del cinghiale vanno pulite, ma NON SBIANCATE. E’ sufficiente strofinarle con una semplice spugnetta impregnata di sapone per ottenere un ottimo risultato. Per evitare che col tempo possano fesarsi (specialmente se non avremo operato correttamente), è meglio  riempire le parti cave con qualche sostanza particolare. Nel corso degli anni ho usato di tutto: cera fusa, Vinavil, stucco,  resina, ma ultimamente mi sono trovato molto bene anche con del normale silicone trasparente. E’ incolore, inodore e può essere usato in seguito anche per fissare il trofeo sul suo scudetto di legno con le foglie di quercia in metallo. Forse più in là cercherò di spiegare a quelli che ancora non lo sanno fare  come valutare un trofeo. Per adesso accontentiamoci di guadagnarcelo con onore e di riporlo tra i nostri ricordi più cari.

Marco  Benecchi
Tratto da BigHunter
GD Star Rating
loading...
GD Star Rating
loading...