Siena: Caccia, parcheggi e … multe

Pubblicato il 7 Novembre 2014 in Articoli Enrico Già letto 361 volte

soldiInnegabile che i tempi son cambiati,il benessere o presunto tale ha portato la stragrande maggioranza dei cacciatori ad avere se non un SUV da 100 mila euro ma una Fiat Panda 4×4 (o di stesso i livello ma di produzione russa) La gran parte di chi ama vivere il bosco e il pathos che esso sprigiona da sempre,ha messo nel garage un mezzo “rurale”..idoneo ,adatto e ad uso quasi unico ed esclusivo “campagnolo”.

Poche migliaia di euro,su un usato datato anche meno,han potuto dare comodità e agiatezza per gli spostamenti intenti ad esercitare la passione della caccia

Ora non entro nel merito quanto sia giusto o meno il nuovo stile di vita,di quanto sia stato migliore prima quando si stava tutti “più peggio”e di quanto sia stato abusato impropriamente di questo innalzamento di tenore di vita (i nostri nonni andavano in bicicletta al capanno dei colombacci con i piccioni messi nelle fustelle da portare a tracolla), voglio essere più sintetico e arrivare subito al nocciolo riportando quanto è successo nella metà del mese di ottobre nel comprensorio della Selva (diviso tra i comuni di Casole d’Elsa e Radicondoli) a dei frequentatori di appostamenti fissi che,per innegabile logica comodità,usufruendo di strade boschive già in essere,han portato la macchina in prossimità dei propri appostamenti per poi proseguire a piedi fino alla sito regolarmente tabellato dall’autorizzazione dell’amministrazione provinciale.

Bene,a lor signori,mi risulta una decina di cui solo pochi ad oggi,sappiamo con certezza l’identità,gli autorevoli agenti del Corpo Forestale della zona,hanno elevato salate contravvenzioni appellandosi all’art.2 e 3 del N.C.d.S e di fatto contestando la sosta (vietata)all’interno di area boscata e al di fuori delle strade aperte al pubblico.

Oggi è toccato a chi ha appostamenti fissi, autorizzati dallo stesso ente che poi li multa per il passaggio (sostare) al raggiungimento del luogo da lui stesso autorizzato, non gratis (e ripeto per normale convenienza e praticità portano i veicoli,non trattori,vicino alle tese) ma da domani chiunque puol esser oggetto a tali contravvenzioni.

I selecontrollori per poter andare ai propri appostamenti qualche metro all’interno delle aree boschive dovranno pur farlo,anche e solo per poter recuperare un’animale di svariate centinaia di kg….

Oppure i componenti delle squadre di cinghiali in qualche caso saranno forza maggiore costretti a “calpestare un po’ di muschio boschivo”per potersi avvicinare alla linea dei postieri e non fare km a piedi o anche loro per il recupero dei capi abbattuti.

Gli stessi migratoristi che la mattina attendono allo smerluzzo un tordo se han da percorrere una cessa tagliafuoco per arrivare vicino al posto,non penso sia omicidio colposo farlo e approfittare della possibilità di una piccola comodità..o sbaglio ?

E se si è cominciato a sanzionare una ruotata della macchina del cacciatore “cattivo”nel bosco cosa dire dei fossi fatti dai mezzi pesanti, semi tartarughe belliche da 20 tonnellate con ragno ciondoloni dei taglialegna,che han ridotto i sentieri boschivi in torrenti e stagni perenni ?

E le orde di cercatori di funghi domenicali ? lì fareste certamente cassa facile…….le macchine mica son tutte parcheggiate lungo la strada bianca sapete……50 metri nel bosco e potreste sognare di esser ad una concessionaria multimarche….

Ora io mi chiedo,punto di domanda..non è che si è aperto un fronte sottile arguto, di incontestabile messa in atto (un rispettabilissimo corpo armato dello stato italiano lo ha perpetuato,non agenti volontari dichiaratamente anticaccia) ma spesso anche, e vale il caso di dirlo apertamente senza remore e pudori, di soggettiva applicazione a coloro che praticano l’attività venatoria ? Un altro modo per tagliare gambe,ossigeno e passione al cacciatore cattivo e birbone ?

Il sor Giulio sosteneva che pensar male era disdicevole,poco galante…ma il più delle volte ci si azzecca !

Cari e degni del mio assoluto rispetto, controllanti, Il cacciatore serio e diligente,lavora e si adopera perché ad esso, il bosco, sia portato il massimo rispetto e la più certosina cura..questo,voi autorità vigilanti,dovreste cominciar a prenderne atto…noi non abbian nulla a che fare con i contestatori antiglobalizzazzione sfascia bancomat (distruggi bosco nella fattispecie) nonché distruttori del bene pubblico..

Noi il bosco e i suoi sentieri li amiamo e li curiamo come ogni piccolo dettaglio del nostro sempre vivo armadio culturale venatorio………..

L’auspicio, e qui concludo, è che il nostro associazionismo venatorio faccia fronte comune per poter elevare le nostre sensate dimostranze a chi a parer mio, ha calcato troppo ma davvero troppo la mano in nome di un codice della strada, che nulla ha a che fare con la vita rurale e boschiva……….

Perdonate questa cronaca arruffata di un fatto successo nelle mie zone e con aggiunta semplici ed umili riflessioni di un cacciatore-cittadino rispettoso del Corpo Forestale dello Stato ma anche consapevole di NON appartenere alla categoria degli orchi brutti e cattivi da sanzionare sempre e comunque.

Massimiliano

Tratto da: ilcacciatore.com

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