Caccia di selezione al Cinghiale, l’ANLC non ci sta!

Pubblicato il 29 Giugno 2015 in ANLC Enrico Già letto 635 volte

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NOI dell’A.N.L.C.  NON CI STIAMO!!!

E’da anni che critichiamo una disastrosa gestione del cinghiale nella nostra Provincia e che vediamo tavoli istituzionali e di concertazione dove viene discusso il problema e mai risolto,

certamente qualcuno remava e rema contro a qualsiasi strategia per risolvere il problema.

LA CONFERMA e la CERTEZZA che vi fosse un rematore contrario,  l’abbiamo avuta con la comica , per non dire tragica  azione intrapresa dalla Provincia di Siena per affossare la gestione di selezione del cinghiale, prima circola un D.D.P.P. senza numero, protocollo  e firma, poi lo stesso decreto deliberativo viene pubblicato all’albo pretorio provinciale numerato e firmato, successivamente dopo una settimana lo stesso viene modificato con altro provvedimento, ci domandiamo chi è l’artefice e responsabile, chi sono questi dilettanti allo sbaraglio?

La legge 157/92 sancisce che “la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato” e quindi anche il cinghiale, ma in Provincia di Siena tutti i provvedimenti emanati, in particolare l’ultimo, autorizzano la gestione della caccia di selezione al cinghiale alle squadre anche nelle zone non vocate di fatto stabilisce il diritto esclusivo di caccia al cinghiale alle stesse.

L’Amministrazione Provinciale  con  D.D. n. 830 del 20/03/2014 ha  chiesto alle AA.VV. di organizzare corsi per la caccia di selezione al cinghiale, corsi che sono costati ai partecipanti 100 euro, la frequenza a 4 giorni di corso serale e relativo esame d’idoneità. (NON CONTEMPLAVA L’ISCRIZIONE A SQUADRE DI CACCIA AL CINGHIALE)

Questi cacciatori  sono stati esclusi dalla caccia per cui sono stati abilitati, possono partecipare solo se iscritti  alla squadre di caccia al cinghiale, pagando ulteriori quote d’iscrizione (annuali) e l’obbligo di partecipare ad almeno il 30% delle braccate che le squadre andranno a fare nella prossima S.V. per poter mantenere l’iscrizione alla squadra.

Ma il lato peggiore e preoccupante è quello della sicurezza, con questo ultimo provvedimento che ha demandato l’intera gestione del cinghiale  alle squadre, può capitare che nella stessa zona di sparo, possono essere presenti contemporaneamente sia il cacciatore di selezione al cinghiale sia il cacciatore di selezione ai cervidi e bovidi, senza che l’uno sia al corrente della presenza dell’altro.

Noi  dell’A.N.L.C. condanniamo questo comportamento auspicando che tutta la gestione della selezione ai cervidi, bovidi e cinghiale, sia demandata ai distretti già esistenti della caccia di selezione.

Auspichiamo che l’amministrazione Provinciale riveda i provvedimenti emessi, riconoscendo i diritti venatori di tutti i cacciatori.

Stiamo comunque verificando la correttezza legale  del sopra citato D.D.P.P.

 

IL PRESIDENTE PROVINCIALE ANLC

Biondi Mauro

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