Commemorare celebrando valori condivisi

Pubblicato il 20 Gennaio 2016 in Eventi Enrico Già letto 560 volte

Ricordare e onorare chi ha lasciato questa vita, perseverando nella via scelta.

sergio

Sergio Bellacci tra i suoi amati prati e boschi

Nell’ambiente della caccia di selezione tutti i praticanti sono protagonisti di avventure venatorie affascinanti agli occhi di chi condivide questa forma di caccia. Poi ci sono i leaders , che per sapere ed esperienza trasmettono ai seguaci la conoscenza e indicano la strada da percorrere per sostenere la comune passione. Tra i leaders quelli noti ad una vasta platea per il ruolo pubblico quale l’indimenticabile Danilo Liboi, seppure passato ad altra dimensione, sempre presente per chi ha avuto la fortuna di conoscerlo di persona e/o attraverso i suoi istruttivi e coinvolgenti scritti. Altri leaders noti a sodalizi di chi ha avuto il privilegio di condividere con loro l’etica, la tecnica,  la magica atmosfera della gestione faunistico-venatoria del capriolo nel proprio distretto.

Mi cancellai dal distretto di Scalocchio, primo distretto di gestione del capriolo in Umbria, ricadente nell’ATC PG 1, per impegnarmi a sviluppare una presenza ottimale di capriolo, entro la densità agro-forestale nell’ATC PG 2 dove risiedo. “Nemo propheta in patria”, vano è stato l’anzidetto impegno profuso insieme a tanti altri, ma non da tutti, i cacciatori appassionati di caccia di selezione, contrastati da soggetti che, “il tempo tiranno ma galantuomo”, ci ha dato la fortuna, non poco aiutata da noi vittime, di vedere detronizzati dai loro posti di potetre.

2) Foto Partecipanti

Da sx il Coordinatore del Distretto Capriolo di Sarteano Enrico Greci, una delle figlie del ricordato Sergio Bellacci, due dei tanti convenuti al Memorial che, ostentano orgogliosi le meritate forme di Pecorino di Pienza

Ripreso il mio peregrinare per soddisfare la passione per la caccia di selezione, ho avuto la fortuna d’incontrare Sergio Bellacci, Coordinatore del distretto di caccia di selezione al capriolo di Sarteano in provincia di Siena, rimasi colpito dalla sua disponibilità, mi invitò a salire sul suo fuoristrada  mi portò a fare un giro panoramico del distretto, durante il quale discutemmo intensamente sulla comune passione. Da persona schietta a persona schietta dissi a Sergio: “per venire a impegnarmi nella gestione del capriolo a Sarteano devo percorrere 100 Km, dimmi sinceramente se posso essere accolto o se è una forzatura e vengo a disturbarvi”, senza esitare mi rispose: “abbiamo bisogno di cacciatori come te”.

Da allora numerose sono state le occasioni d’incontro: cooperando nelle varie fasi della gestione faunistico-venatoria  del capriolo, conviviali, l’ameno colloquiare sulla valenza del capriolo che, oltre alla caccia rappresenta un ornamento per il paesaggio, una opportunità economica. Convenivamo sulla carenza di comunicazione dei cacciatori che dovrebbero esporre all’opinione pubblica che: la caccia direttamente e con l’indotto produce reddito per decine di migliaia di famiglie; ha la funzione ecologica, senza gli effetti collaterali dei predatori animali, di mantenere le popolazioni animali entro la densità-agroforestale; favorisce la produzione di carni povere di grassi, dall’alto valore proteico, non inquinate da farmaci, con minimo impatto sull’ecosistema rispetto alla zootecnia; i selvatici non muoiono di vecchiaia, bensì straziati dalle malattie o dilaniati vivi dai predatori, il cacciatore responsabile da la morte con minima o nulla sofferenza alla preda.

Quest’ultimo aspetto etico ha ispirato il modo di commemorare il Ns. Sergio, con un incontro di tiro di caccia. Il 3 maggio u.s., i cacciatori che hanno voluto e potuto onorare la memoria dell’amico scomparso sono convenuti presso i poligoni “La Folce”, nelle campagne di Magione (PG), incastonati nelle dolci colline del lago Trasimeno. Funzionale complesso balistico, collegato all’Armeria SANVI’S di Magione, con Bar e Ristorantino tipico, articolato in più poligoni, tra cui una stazione con ben 14 linee per il tiro con carabine di grosso calibro, con la peculiarità di presentare ciascuna linea, contemporaneamente bersagli non interferenti tra loro, posti a m.  50-100-200-300. Sono stati effettuati  tiri in appoggio su banco alla sagoma di capriolo posta a m.200. Per le prossime edizioni di questa commemorazione, facendo riferimento al tiro pulito che sosteniamo, utilizzando l’anzidetta disposizione dei bersagli, considerando che nella Ns. caccia il primo colpo dovrebbe essere risolutivo, si potrebbe tirare nell’area vitale disegnata sulla sagoma, un solo colpo alle varie distanze, cosicché ogni cacciatore in base ai suoi mezzi e alle sue capacità, si renda conto fino a che distanza per lui sia etico sparare a un capriolo.

Altra imprescindibile condizione per effettuare il tiro etico è l’appoggio che, in alcune circostanze il sito d’appostamento non offre, personalmente ho risolto con Il cavalletto da appoggio “Multipod Roto System”, dell’Armeria La Balistica di Castel del Piano Perugia. Con le sue cinque gambe telescopiche, le posteriori accoppiate omolateralmente, garantisce la stabilità pari al rest da poligono. L’indirizzo del tiro è rapido, senza allentare e stringere manopole, l’azione della mano debole sulla quinta gamba anteriore che è basculante, variandone l’inclinazione regola l’alzo. Per la deriva basta ruotare latero-lateralmente la carabina saldamente appoggiata anteriormente e posteriormente sul rest apicale incernierato frizionato sulla base di pari dimensioni solidale con le gambe, il tiro avviene sempre con tutte e cinque le gambe appoggiate, risultando così stabile. Il tutto del peso di kg. 2,600 ca. e con ingombro nel sacco custodia con tracolla di cm. 58 x 12 ca..

Alla fine del convivio seguito ai tiri alla sagoma di capriolo, alla presenza dei familiari di Sergio è avvenuta la premiazione dei cacciatori che hanno raggiunto i maggiori punteggi nei bersagli, qui premettendo scuse per il limite  delle mie parole, è sorto prepotente in me il volere evocare la figura del Ns. amico commemorato che, oltre ad essere stato un mentore per la caccia di selezione, aveva l’umanità di ascoltare, consigliare e aiutare concretamente chi gli si rivolgeva. Questa mia se pur breve evocazione ha suscitato tra i convenuti che come me hanno avuto la fortuna di conoscerlo, plauso e commozione nei confronti di Sergio Bellacci.

Angelo Angelucci

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