I cinghiali colpevoli di 300 incidenti all’anno

Pubblicato il 7 Giugno 2016 in Incidenti Enrico Già letto 162 volte

Sul banco degli imputati anche i daini e i cervi che finiscono sulle strade e nei campi. Coldiretti stima danni milionari e scrive alla Regione

CinghialeFIRENZE — Il cinghiale che all’improvviso spunta dietro una curva e provoca la brusca frenata spesso causa di incidenti anche gravi. Oppure il cervo, il daino o il capriolo che con le loro ‘incursioni’ provocano inconsapevolmente gravi problemi alle colture. Tutto questo, sommato insieme, è causa didanni milionari che ora finiscono nero su bianco nella lettera presentata da Coldiretti Toscana al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e all’assessore all’agricoltura Marco Remaschi. +

Colpa, secondo l’associazione, di una popolazione eccessiva di animali, stimata in oltre 400mila esemplari. Si calcola che ci siano 200mila cinghiali, 200mila caprioli, 8mila daini, 4mila cervi.

“Continuano ad essere richiesti interventi e segnalati danni, ma nulla si muove. – protesta il presidente di Coldiretti Toscana Tulio Marcelli,  la sentenza della  Consulta dello scorso aprile, riferita alla illegittimità costituzionale di una parte della legge regionale n. 88 del 2014, rischia di complicare una situazione che era già in fase di stallo e che, di fatto, impediva di svolgere efficacemente il proprio compito anche agli Ambiti territoriali di caccia”. Questo perché, aggiunge Coldiretti, anche l’operatività degli stessi Ambiti territoriali era già in stallo per la complessità burocratica innescata dalla delibera della Giunta Regionale dello scorso 11 aprile.

“Con questa delibera si sono individuate procedure complicate e lunghe, quando gli interventi richiesti dalle aziende dovrebbero essere immediati, se si vuole evitare l’amplificarsi a dismisura del danno – aggiunge Antonio De Concilio, direttore Coldiretti Toscana – Vi è inoltre la necessità di individuare in modo chiaro quali siano le aree coltivate in cui la fauna può essere presente rispetto a quelle in cui non può esserlo, le cosiddette aree vocate e non vocate. Noi abbiamo indicato in modo puntuale quale debba essere la cartografia da adottare , conforme a quanto prescritto dalla legge regionale n. 10 del febbraio 2016”.

Tratto da: ToscanaMediaNews
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