Enpa: “Non esiste un Paese minacciato da cinghiali, lupi e orsi, basta numeri a casaccio, ci vogliono censimenti”

Pubblicato il 11 Agosto 2016 in Animalisti, Enpa Enrico Già letto 151 volte

Cuccioli cinghialeL’Ente Nazionale Protezione Animali, anche a fronte dei ripetuti e infondati allarmi circa la presenza delle specie selvatiche sul territorio del nostro Paese, ritiene ormai indifferibile la necessità di condurre su tali popolazioni censimenti scientifici, gli unici che possono fornire indicazioni oggettive e realmente attendibili circa la numerosità di tali specie.

Secondo l’associazione, le stime che di tanto in tanto vengono diffuse da soggetti politici e da alcuni gruppi di interesse, proprio perché si tratta di parti in causa, rischiano di restituire una rappresentazione poco fedele della realtà. Per questo – sottolinea la Protezione Animali – è necessario che tali censimenti rispondano a criteri molto rigorosi e siano condotti da istituti di ricerca autorevoli e indipendenti.

«Questo rientra nello stesso interesse di coloro i quali sostengono di essere danneggiati dai selvatici: è solo conoscendo le reali dimensioni di un fenomeno che lo si può affrontare, sempre ammesso che tale fenomeno esista. Gli allarmismi – osserva l’Enpa – le crociate, la caccia alle streghe non giovano a nessuno. D’altro canto in Italia è da più di venti anni che si segue la strada degli abbattimenti di cinghiali (e di altri animali), eppure ci troviamo sempre a fare i conti con popolazioni in presunto sovrannumero. Evidentemente i conti non tornano … ».

«Sulla nostra rete viaria non esiste alcun allarme selvatici, né, tanto meno, alcun allarme cinghiali». Lo dichiara l’Ente Nazionale Protezione Animali commentando i dati citati oggi dalla Coldiretti che parla di 18 persone decedute e di altre 145 ferite in incidenti che hanno coinvolto animali. Benché si tratti di numeri comunque tragici, sottolinea Enpa, gli incidenti con animali (214 nel 2014, secondo Asaps)rappresentano appena lo 0,12% del totale riferito al 2014 (177.031 eventi complessivi, dati Aci-Istat).

Prendendo a riferimento sempre le statistiche Aci-Istat, la linea di tendenza sembra essere la medesima anche per quanto riguarda le persone decedute a causa di un impatto con animali selvatici (18 su un totale di 3.381, pari allo 0,5%), sia per quelle rimaste ferite (145 su un totale di 251.147). Sulle nostre strade ben altro allarme, rispetto ai selvatici, dovrebbero invece suscitare il mancato rispetto della precedenza,  la distrazione alla guida e la velocità elevata, che secondo Aci e Istat, causano circa la metà degli incidenti.

«Il quadro dipinto da alcuni gruppi di interesse, che vorrebbero un Paese “minacciato” da lupi, daini, cinghiali, caprioli, nutrie, orsi e in uno stato di guerra permanente contro la natura, è assolutamente irreale ed è probabilmente funzionale agli interessi che tali gruppi rappresentano. In caso di squilibri nelle popolazioni selvatiche – prosegue l’Enpa – questi vanno affrontati non con gli abbattimenti, del tutto inutili, ma in modo scientifico, ovvero agendo sulle cause di tali squilibri e ricorrendo ai metodi ecologici prioritari per legge; gli unici veramente efficaci per limitare, laddove siano reali, i danni».

Tratto da: Quotidiano.net Quotidiano.net

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