Fabiano De Angelis (M5S),” fino a che avremo le squadre di cinghialai e il Pd avremo il problema dei cinghiali”

Pubblicato il 22 Agosto 2016 in ATC Siena, Cinghiale, M5S Enrico Già letto 544 volte

Fabiano-De-Angelis-Medium“Si è tenuta subito dopo ferragosto,una riunione dell’ATC di Siena,voluta dall’Assessore Remaschi, prodroma ad una successiva e generale di tutte le ATC toscane. A questa riunione tra gli altri, era presente oltre che l’Assessore, il Presidente dell’ATC Siena Massimo Logi. Ma inaspettatamente, ed è facile supporre in maniera non gradita, anche il Sindaco di Chiusi Juri Bettollini. Perché era lì? Cosa centra un sindaco con la gestione di un’ATC? Le nuove ATC Toscane già hanno i loro bei problemi, come ho già scritto in precedenza: la Corte Costituzionale le ha dichiarate incostituzionali, come la Legge Regionale che le ha create; in aggiunta la LAV le ha diffidate dal compiere qualsiasi atto formale, in quanto passibili di denuncia. La riunione con l’Assessore Regionale, con tutta probabilità, è stata mossa dal fatto che i Presidenti delle ATC Toscane vogliono avere “le spalle coperte” dal Governo Regionale e chiedono chiarimenti per svolgere le loro funzioni, una su tutte ad esempio l’attuazione della Legge di indirizzo per il contenimento dei cinghiali. Cosa che al momento è resa di fatto impossibile, per la patetica, ridicola e grottesca situazione in cui è stata messa la nostra Regione, dall’incapacità della Giunta capitanata da Rossi. Ma torniamo alla strana presenza del Sindaco di Chiusi in un ambito istituzionale nel quale, il suo esser presente alla riunione assolutamente non previsto da alcun protocollo, è stato sicuramente non gradito. Sono sicuro che il Presidente Logi, almeno una lettera di protesta a Rossi l’ha mandata. Poi essendo anche lui parte della nomenklatura, DS prima e piddina poi, si sarà  dovuto mordere la lingua e farla finita lì. Comunque il Logi deve aver preso malissimo la presenza del Bettollini, perché ha capito subito che l’alter-ego di Scaramelli (lui si che avrebbe avuto titolo di esserci) era li come portatore degli interessi delle “squadre” di cinghialai e per quella deriva di protagonismo che lo caratterizza. L’intento del Sindaco di Chiusi era, è facile ipotizzare, quella di influenzare le decisioni dell’ATC in merito all’emergenza cinghiali, chiedendo, informalmente, la massima libertà per le squadre di cacciare e abbattere i cinghiali, senza però prendersi la responsabilità, se non a parole, di risolvere il problema ungulati, di cui loro sono i principali colpevoli. E’ estremamente fastidioso e dannoso, questo sistema di fare politica, mai alla luce del sole, ingolfata di compromessi, incapace di risolvere i problemi, prona agli interessi delle varie lobbies e mai dalla parte dei cittadini. Se i cinghialai sono convinti di risolvere l’emergenza cinghiali che lo dicano apertamente, rappresentano una riserva di voti che vale 50/60 mila voti per il Governo della Regione; facciano fare una legge precisa, dove si dice che per tre anni solo le squadre possono sparare a loro piacimento e abbattere tutti i cinghiali che vogliono, poi valuteremo i risultati. Oneri ed onori, se tra tre anni i cinghiali saranno spariti dalle coltivazioni e non ci saranno più danni, bene sarò il primo a chiedere scusa, stampare i miei scritti e mangiarmeli in pubblico. Ma non corro questo pericolo. Perchè i cinghialai delle squadre, i cinghiali li hanno voluti e li vorranno sempre. Sono il loro divertimento e per alcuni anche un piccolo reddito. Le squadre sono formate da una media di 50/60 cacciatori, le quote pro capite di iscrizione variano dai 300 ai 500 euro. Con quale criterio varia il costo? In base al numero di cinghiali abbattuti e quindi presenti nell’area assegnata, più alto è il numero di cinghiali, maggiore il costo. Prima ragione per cui si capisce perché le squadre i cinghiali li vogliono e tanti. A spanne, possiamo definire la composizione della squadra tipo: è costituita da un terzo di residenti nel territorio assegnato, per lo più quelli che fanno il lavoro vero, i canai, i battitori, la sussistenza (merende e grigliate varie), il genio (foraggiamento, manutenzione accessi, sentieri, poste ecc.), un terzo residenti nella provincia, ed un terzo proveniente anche da fuori regione. Questi ultimi due terzi sono poi quelli che le quote le pagano per intero. Si può facilmente intuire, a questo punto, che chi si iscrive ad una squadra, abitando magari a Milano, che prende pochi cinghiali , l’anno successivo ne cercherà una che ha più cinghiali a disposizione. Quindi quando Bettollini ci racconta la favola che solo le squadre sono la risoluzione del problema dei danni dei cinghiali, cercando sponsor istituzionali imbucandosi in riunioni a cui non dovrebbe partecipare perché privo di titolo, mente sapendo di mentire. I cinghiali, per non far danni, dovrebbero esser pochissimi e stare nelle macchie e nei boschi lontani dalle coltivazioni e questo per i cinghialai, capirete, non è accettabile. Fintanto che ci saranno le “squadre” (ed il PD) avremo il problema dei cinghiali”.

Tratto da: Centritalianews

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