Chiarimenti sul ricorso al TAR di Urca Gestione Fauna ed Ambiente

Pubblicato il 4 settembre 2018 in News Enrico Già letto 244 volte

Ormai da qualche giorno il mondo dei Cacciatori di Selezione si trova ad affrontare una situazione che mai nessuno avrebbe potuto sospettare che accadesse: una associazione che si dovrebbe interessare della gestione della Caccia di Selezione è riuscita a fare quello che neanche  le Associazione Protezionistiche più estremiste erano riuscite neanche a pensare. BLOCCARE I PIANI E I TEMPI DI PRELIEVO DI FEMMINE E PICCOLI DELLA SPECIE CAPRIOLO.
Vogliamo essere certi che nessuno possa confondere tale associazione (urca – gestione fauna e ambiente) con la nostra Associazione URCA-UNCAA, la quale, caso mai, si è battuta negli ultimi 5 anni per il “ritorno alle origini”, cioè ai prelievi effettuati, fino al 2012, per tutte le classi di sesso ed età fin dal periodo estivo. 
Questa posizione era stata assunta non per un semplice desiderio di rispetto della “tradizione” ma al contrario per andare incontro alle sempre maggiori problematiche che la presenza di ungulati crea sia al mondo agricolo che alla società civile.
Badate bene, questo non vuol dire assolutamente la ricerca ossessionante di “abbattimenti”: non sono i numeri che ci interessano, non cerchiamo e non vogliamo un capo in più di quello che possa essere scientificamente giustificato, noi vogliamo essere certi che la popolazione di Capriolo venga mantenuta in assoluto benessere e nel contempo evitare il continuo aumento di richieste per i danni in agricoltura (specie durante il periodo di maturazione delle uve).
Ma per fare tutto ciò non è possibile “improvvisare”, è obbligatorio sapere di cosa si parla, conoscere i dati storici, conoscere le possibili variazioni nel tempo dei dati biometrici  e di consistenza nei vari territori delle popolazioni di Capriolo. Questo naturalmente richiede impegno, tempo, serietà e sudore, perché vuol dire raccogliere dati tutto l’anno, sia nella fase preparatoria, sia nella fase “Caccia” e nella fase “post-abbattimento”.
 Purtroppo invece nelle riunioni dei Distretti della nostra provincia  che si sono tenute negli ultimi anni, più volte, associati e rappresentanti di “urca – gestione fauna ambiente” hanno manifestato dissenso verso una gestione così attenta, forse cercando la possibilità di una più ricca “raccolta tessere”  portando avanti una politica basata su promesse dirette al “non sudare” e spesso gestendo i distretti con la tecnica del “facite ammuina” (cioè : fate quanta più confusione possibile).
Per noi la D.G.R.T. n.633/2018  nella parte riguardante le “motivazioni” era ed è sufficientemente esaustivo e, senza volere aggiunge nulla di più vorremmo riportare una piccola serie di numeri che spiega la nostra “difesa” di tale deliberazione.
Dati relativi agli ultimi due anni di Selezione aperta anche a Femmine e Piccoli nel periodo estivo (N.B. dal 1 agosto) e dati del 2016-17 e 2017-18.
 
  Tot. Piano M.AD.+m.g. Femm. Picc.
Perc.Abb./Piano 2010-2011 70,3% 80,5% 75,7% 55%
Perc.Abb./Piano 2011-2012 71,0% 79,0% 77,0% 56.9%
         
Perc.Abb./Piano 2016-2017 50,0% 73,0% 43,9% 32,5%
Perc.Abb./Piano 2017-2018 63,4% 87,4% 57,6% 42,3%
 
 
Chiunque non voglia o non sappia leggere in questi dati un preoccupante segnale di futura ma certa “destrutturazione” della popolazione di Caprioli nella nostra provincia (e non solo) o non sa di cosa parla o non lo vuole sapere.
Ancora una nota: cosa potrà pensare la Corte quando l’11 settembre (brutta data) dovrà decidere sul futuro della Caccia di Selezione? Se fosse un “anticaccia” si troverebbe “l’agnello sacrificale” servito su di un piatto d’argento perché supportato da un gruppo di “cacciatori” e non dalla solita Associazione Ambientalista (come nel caso del WWF in Umbria); nel caso contrario come potrebbe mai pensare che una associazione di  “cacciatori” abbia potuto fare qualcosa di contrario ai propri interessi?Saluti,
URCA Arezzo

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