Colle Val d’Elsa: Il giudice di pace gli dà ragione ma la Provincia si appella

Alcune vicende hanno il curioso destino di diventare lo spartiacque fra quel che era prima e come sarà dopo. Quella dei signori P.M. ed A.A. nasce come uno dei tanti casi di incidenti stradali causati da animali selvatici e di danni da riparare, ma, una volta entrato nella fase giudiziaria, è diventato quello che li riassume tutti: richiamando, opposti e contrari, autorevoli pareri tecnici, una sentenza del Giudice di Pace e ben due della Cassazione, finisce, infatti, per racchiudere tutte le contraddizioni circa il risarcimento dei danni e demanda alla Corte d’Appello il compito di riassorbire tutto in una sentenza, dicendo una volta per tutte chi deve pagare e perché.

L’incidente in questione avvenne il 10 marzo 2008 sulla provinciale 541, quando l’Audi guidata da P.M. si trovò improvvisamente davanti un branco di cinghiali e riportò danni per 2.200 euro: A.A., proprietaria della macchina, chiese il risarcimento alla provincia e il 28 ottobre dell’anno scorso il Giudice di Pace di Siena ha condannato l’ente a pagare 2.000 euro di danni e 1.800 euro di spese di giudizio. Per la Provincia si è posto, dunque, il problema dell’appello e qui la vicenda si ingarbuglia. L’8 gennaio 2010 la Cassazione sentenzia, relativamente ad un caso simile in provincia di Vicenza, che il danno deve essere risarcito dall’ente che gestisce il territorio, ma l’11 febbraio il dirigente del servizio risorse faunistiche della Provincia annuncia l’intenzione di ricorrere in appello, richiamando una precedente sentenza della Cassazione ( la 10008 del 2003 ) per cui le funzioni istituzionali di gestione faunistica non configurano responsabilità della Provincia per il transito occasionale di animali sulle strade.

Il dirigente della polizia provinciale è d’accordo, quello dei lavoratori pubblici è contrario ( tutti e due lo fanno sapere il 15 febbraio )e il giorno dopo la giunta provinciale arriva alla conclusione che <<nessuna responsabilità può essere addebitata all’ente>> e decide per l’appello. Ora si aspetta che sia fissata l’udienza per capirci qualcosa in più: decine di persone guardano interessate.

Alessandro Vannetti

Tratto da: La nazione


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